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Chi sono i radioamatori e perché possono essere ancora utili oggi

Radioamatori · Ham radio

Una passione che va ben oltre il semplice parlare alla radio

Quando si sente la parola radioamatore, qualcuno immagina ancora una persona davanti a una vecchia radio, con una cuffia in testa, intenta a parlare con qualcuno dall’altra parte del mondo.

In realtà oggi il mondo dei radioamatori è molto più ampio.

Dietro una stazione radio ci sono spesso passione per l’elettronica, antenne, computer, propagazione Il modo in cui le onde radio viaggiano nell’aria., modi digitali, satelliti e sperimentazione. Ma c’è anche qualcosa di più importante: la possibilità di comunicare in modo indipendente dalle normali reti telefoniche e da Internet.

Ed è proprio questo aspetto che rende il radiantismo ancora attuale.

Quando Internet smette di funzionare, la radio può continuare a parlare.


Chi è davvero un radioamatore?

Un radioamatore è una persona autorizzata a utilizzare determinate frequenze radio per comunicazioni non commerciali, sperimentazione tecnica e attività di studio.

Ogni operatore possiede un proprio nominativo La «targa» personale di ogni radioamatore, come IZ6CLV., una sorta di “targa radio” che lo identifica in tutto il mondo.

Per esempio:

IZ6CLV

Dietro quel nominativo c’è una persona, una stazione e spesso molti anni di esperienza.

Il bello del radiantismo è proprio questo: non importa se dall’altra parte ci sia un operatore a pochi chilometri o qualcuno in Giappone, Brasile, Stati Uniti o Australia.

Se le condizioni sono favorevoli, una semplice antenna e una radio possono bastare per stabilire un collegamento.


Non serve Internet per comunicare

Questa è probabilmente una delle caratteristiche più affascinanti della radio.

Quando utilizziamo uno smartphone, siamo abituati a pensare che la comunicazione sia sempre disponibile.

Ma dietro una semplice chiamata o un messaggio ci sono:

  • ripetitori telefonici;
  • fibra ottica;
  • server;
  • reti elettriche;
  • connessioni Internet;
  • infrastrutture distribuite sul territorio.

Se uno di questi elementi viene meno, la comunicazione può diventare difficile.

Con la radio il principio è diverso.

Due stazioni possono comunicare direttamente tra loro.

Radio → antenna → onde radio → antenna → radio.

Nessun provider.

Nessuna rete Wi-Fi.

Nessun account.

Nessun server intermedio obbligatorio.


Cosa succede durante un’emergenza?

Pensiamo a una situazione concreta.

Un temporale particolarmente violento provoca un blackout.

Alcuni ripetitori cellulari smettono di funzionare.

La connessione Internet cade.

In una zona montana una frana interrompe una strada e alcune abitazioni rimangono isolate.

Gli smartphone sono perfettamente funzionanti, ma sul display compare:

Nessun servizio.

In quel momento avere una batteria carica non serve a molto se manca la rete.

Una stazione radioamatoriale, invece, può continuare a funzionare con una batteria, un piccolo generatore oppure un pannello solare.

Se riesce a raggiungere un’altra stazione, il collegamento esiste.


Una voce può fare la differenza

Immaginiamo un operatore radio presente nella zona isolata.

Può comunicare qualcosa del genere:

“La strada è interrotta da una frana. Ci sono diverse persone isolate e una necessita di assistenza sanitaria. Non abbiamo rete telefonica.”

Dall’altra parte, una stazione che si trova in una zona raggiunta dai normali sistemi di comunicazione può ricevere il messaggio e inoltrarlo attraverso i canali appropriati.

È un esempio semplice, ma spiega molto bene perché una rete radio indipendente può rappresentare un importante sistema aggiuntivo di comunicazione.


Non solo voce: anche dati via radio

Il radiantismo moderno non significa soltanto parlare al microfono.

Una radio può essere collegata a un computer e utilizzata per trasmettere informazioni digitali.

Questo apre possibilità molto interessanti.

Si possono trasmettere, a seconda dei sistemi utilizzati:

  • messaggi di testo;
  • coordinate geografiche;
  • dati meteorologici;
  • telemetria;
  • piccoli file;
  • informazioni operative.

E tutto questo può avvenire senza una normale connessione Internet locale.


APRS: posizione e informazioni via radio

Uno dei sistemi più conosciuti è APRS Un sistema per inviare via radio la propria posizione e brevi messaggi. — Automatic Packet Reporting System.

Con APRS una stazione può trasmettere automaticamente la propria posizione GPS insieme ad altre informazioni.

Per esempio:

  • posizione di un veicolo;
  • posizione di una squadra;
  • dati di una stazione meteo;
  • messaggi brevi;
  • telemetria.

In attività sul territorio può diventare un sistema molto interessante perché permette di sapere dove si trovano determinate stazioni anche attraverso collegamenti radio.


E-mail senza Wi-Fi?

Può sembrare strano, ma esistono anche sistemi che permettono di inviare messaggi di posta elettronica utilizzando la radio.

Uno dei più conosciuti in ambito radioamatoriale è Winlink Un sistema per mandare email via radio..

Il concetto è semplice.

Il computer prepara il messaggio.

La radio lo trasmette.

Una stazione remota lo riceve.

Se quella stazione dispone di un collegamento verso altre reti, il messaggio può proseguire il suo percorso.

In alcune configurazioni è possibile anche realizzare comunicazioni radio tra stazioni senza dipendere dall’accesso Internet locale.

È proprio in situazioni di isolamento che un sistema del genere diventa particolarmente interessante.


Packet Radio: Internet prima di Internet

Molto prima che Internet entrasse nelle nostre case, i radioamatori già trasmettevano dati digitali attraverso la radio.

Il sistema era conosciuto come Packet Radio.

I dati venivano divisi in piccoli pacchetti e inviati via radio da una stazione all’altra.

In un certo senso molti concetti che oggi consideriamo normali nelle reti informatiche erano già sperimentati sulle frequenze radioamatoriali.

La tecnologia si è evoluta enormemente, ma il principio rimane affascinante:

collegare computer attraverso le onde radio.


Le reti radio Mesh

Un altro campo interessante è quello delle reti Mesh.

Immaginiamo diverse stazioni distribuite sul territorio.

La stazione A non riesce a raggiungere direttamente la stazione C, ma riesce a comunicare con B.

B può quindi fare da nodo intermedio.

A → B → C

Aggiungendo altri nodi è possibile realizzare una rete distribuita.

Attraverso queste reti possono viaggiare diversi tipi di servizi locali, per esempio:

  • messaggi;
  • dati;
  • collegamenti VoIP;
  • telemetria;
  • pagine informative;
  • immagini provenienti da telecamere.

La caratteristica interessante è che una rete di questo tipo può funzionare anche senza collegarsi necessariamente a Internet.


Il radioamatore durante un’emergenza

La radio non sostituisce i sistemi professionali utilizzati da Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine o servizi sanitari.

Può però costituire un sistema di comunicazione aggiuntivo, soprattutto quando una parte delle infrastrutture ordinarie è temporaneamente indisponibile.

Le situazioni possono essere molte:

  • terremoti;
  • alluvioni;
  • frane;
  • incendi;
  • blackout;
  • eventi meteorologici estremi;
  • interruzioni della rete telefonica;
  • zone isolate.

In queste condizioni una stazione radio ben organizzata può aiutare a mantenere un collegamento tra punti che altrimenti sarebbero isolati.


Una stazione completamente autonoma

Una delle cose più interessanti è che una stazione radio può essere resa quasi completamente indipendente.

Può essere composta da:

Una radio

HF Le onde corte, tra 3 e 30 MHz, che possono arrivare dall’altra parte del mondo., VHF Le frequenze tra 30 e 300 MHz, dove ci sono per esempio la radio FM e gli aerei. o UHF Le frequenze tra 300 e 3000 MHz., a seconda del tipo di collegamento necessario.

Una batteria

Per continuare a funzionare durante un blackout.

Un pannello solare

Per ricaricare le batterie durante operazioni prolungate.

Un computer portatile

Per i modi digitali e la gestione dei messaggi.

Un’antenna

Anche una semplice antenna portatile può permettere collegamenti notevoli.

Un GPS

Per conoscere e trasmettere la propria posizione.

Tutto questo può essere installato anche temporaneamente su un veicolo oppure trasportato in una zona isolata.


L’esperienza conta più dell’attrezzatura

Avere una radio costosa non significa automaticamente essere pronti.

Durante un’emergenza contano soprattutto esperienza e capacità operative.

Bisogna sapere:

  • quale banda Un gruppo di frequenze vicine usate per lo stesso scopo, come una corsia dell’autostrada. utilizzare;
  • come installare rapidamente un’antenna;
  • come alimentare la stazione;
  • come ascoltare prima di trasmettere;
  • come passare un messaggio in modo chiaro;
  • come utilizzare i sistemi digitali;
  • come lavorare insieme ad altri operatori.

Ed è proprio per questo che l’attività quotidiana del radioamatore è importante.

Fare DX Un collegamento con una stazione molto lontana., partecipare a contest Una gara tra radioamatori per fare più collegamenti possibile in un tempo stabilito., costruire antenne, provare nuovi modi digitali e affrontare piccoli problemi tecnici significa fare continuamente esperienza.


Un hobby, ma anche una competenza

Il radiantismo nasce prima di tutto come passione.

La soddisfazione di ascoltare una stazione lontana, migliorare un’antenna e finalmente completare un collegamento difficile è qualcosa che ogni radioamatore conosce bene.

Ma dietro questa passione si sviluppano anche competenze reali.

Elettronica.

Telecomunicazioni.

Informatica.

propagazione Il modo in cui le onde radio viaggiano nell’aria. radio.

Antenne.

Energia autonoma.

Organizzazione delle comunicazioni.

È questo che rende il mondo radioamatoriale così particolare.


Internet e radio non sono rivali

Internet offre possibilità enormemente superiori per quantità di dati, velocità e facilità d’uso.

Non avrebbe senso sostenere il contrario.

La radio possiede però una qualità diversa.

Può essere indipendente.

Quando tutto funziona, probabilmente utilizzeremo smartphone, fibra e Wi-Fi.

Ma quando le infrastrutture diventano fragili, avere un sistema alternativo rappresenta una risorsa.

Il valore della radio non si misura quando tutte le reti funzionano. Si comprende davvero quando le altre reti non ci sono più.

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